In apertura del libro di cui stiamo per parlare troviamo, come citazione in esergo, questa indicazione: «Inserire qui un generico proverbio africano. Idealmente, un’allegoria su una scimmia saggia che interagisce con un albero, o un dialogo tra l’asino e la formica che, a sorpresa, parla di gesta valorose. Fonte: Antico proverbio africano». Nella pagina successiva c’è invece una citazione vera, tratta dalla scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie: «Se tutto quello che so dell’Africa si basasse sulle immagini popolari, anch’io penserei che l’Africa sia un posto di paesaggi bellissimi e persone incomprensibili, che combattono guerre insensate, muoiono di povertà e Aids, e sono incapaci di prendere parola». Già da queste scelte si può cogliere quelli che sono gli ingredienti principali di L’Africa non è un paese (Altrecose, 2024) del giornalista britannico di origini nigeriane Dipo Faloyin: l’uso di un tono spesso sarcastico e il desiderio di smontare gli stereotipi con cui noi europei continuiamo a guardare al continente africano.
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