Memorie orgoniche nella musica pop: Wilhelm Reich tra Patti Smith e Kate Bush

CANZONI D’AUTORE

Oggi, probabilmente, il nome di Wilhelm Reich (1897-1957) non dice molto ai più; eppure, anche se forse inconsapevolmente, in tanti sono entrati in contatto con un pezzo della sua storia per il fatto di aver orecchiato una canzone di grande successo, Cloudbusting di Kate Bush (secondo singolo tratto dall’album del 1985 Hounds of Love[1]). Ad affascinare la musicista britannica era stato il ricordo che dell’ultima parte della vita di Reich –quella spesa nell’elaborazione delle sue teorie più controverse– ne aveva fatto il figlio Peter Reich nel suo bellissimo memoir A Book of Dreams, pubblicato nel 1973 (e tradotto in italiano solo nel 2014[2]).

Se il legame tra la canzone di Bush e la storia di Reich è abbastanza conosciuto, anche grazie al video del brano (in cui Donald Sutherland interpreta proprio Wilhelm Reich[3]), meno noto è che già dieci anni prima un’altra cantante, Patti Smith, era rimasta affascinata dal libro di Peter Reich: Birdland, la terza traccia del suo folgorante esordio Horses (1975) prende infatti spunto proprio da alcune pagine di A Book of Dreams

Nel seguente contributo si prenderanno in esame i due brani, evidenziandone i rapporti con il libro di memorie da cui sono stati ispirati; non prima, tuttavia, di aver brevemente richiamato la parabola straordinaria di Wilhelm Reich.

1. Chi è stato Wilhelm Reich? Innanzitutto, potremmo dire, un uomo la cui esistenza si è tragicamente intersecata con la Storia del XX secolo: di origini ebraiche, fu dapprima costretto a fuggire da Berlino durante gli anni ’30 e, dopo alcuni anni nell’Europa del nord (Danimarca, Svezia e Norvegia), cercò rifugio negli Stati Uniti. Lì tuttavia le sue teorie eterodosse e libertarie si scontrarono con il bigottismo della società americana: le calunnie e le persecuzioni di cui fu vittima lo portarono infatti all’incarcerazione e alla morte per infarto nel penitenziario di Lewisburg (Pennsylvania)[4].
Nato in un villaggio della regione della Galizia facente parte dell’Impero austro-ungarico, dopo aver preso parte alla Prima guerra mondiale si trasferì a Vienna dove intraprese gli studi di medicina. L’incontro con Freud, di cui fu allievo, lo spinse a specializzarsi in neuropsichiatria e ad iniziare l’attività di psicanalista. Nella seconda metà degli anni ’20 iniziò a pubblicare una serie di studi focalizzati, in particolare, sull’idea che solo una sessualità davvero libera consente il superamento di repressioni e nevrosi, ovvero quella corazza che rende gli esseri umani prigionieri di molteplici insoddisfazioni e inclini ad atteggiamenti di odio e crudeltà (Reich parlava, a tale proposito, di “peste emozionale”)[5]. Per favorire tale liberazione, riportando l’organismo in sintonia con la natura, sperimentò sui suoi pazienti una particolare tecnica di rilassamento muscolare, la vegetoterapia, funzionale a sbloccare le tensioni muscolari psicosomatiche e l’energia sessuale intrappolata dalle formazioni nevrotiche. A suo avviso, inoltre, la repressione sessuale sarebbe alla base della repressione sociale promossa –sia negli stati dittatoriali che in quelli capitalisti– dalle classi dominanti.

Dopo che le sue idee gli costarono l’allontanamento dalla Società Psicanalitica Viennese e l’espulsione dal Partito comunista tedesco (al quale si era iscritto in seguito al suo trasferimento a Berlino)[6], l’ostilità da parte del Nazismo lo costrinse a un esilio che lo portò a trasferirsi dapprima a New York e poi in un cottage nel Maine. Fu proprio nella sua abitazione-studio di Rangeley (chiamata Orgonon e oggi sede del Reich Museum) che Wilhelm Reich si dedicò ad approfondire il filone più originale e controverso delle sue ricerche, incentrate sull’energia orgonica (termine nato dalla crasi tra orgasmo organismo), ovvero un’energia cosmica che, in quanto contenuta in ogni essere vivente e nell’atmosfera, caratterizzerebbe l’intero universo. Ad essa lo studioso ricondusse sia le sue precedenti teorie sulla sessualità sia applicazioni in nuovi ambiti come l’astronomia e la meteorologia; e per dimostrare le possibili ricadute pratiche delle sue scoperte, si dedicò alla costruzione di strumenti come gli accumulatori orgonici, sperimentati per la cura di diverse malattie (tra cui i tumori), e i cloudbuster, dispositivi con i quali presumeva di poter dissolvere o concentrare le nuvole e, quindi, di poter allontanare o ­favorire i temporali[7].

Come ha ricordato Peter Reich nella prefazione del suo memoir, «dopo avere fallito nel tentativo di bloccare il lavoro di Reich dichiarandolo una spia o un comunista, il governo lo accusò di frode per avere millantato una presunta cura per il cancro». Considerando il suo Istituto orgonico alla stregua di attività fraudolenti di ambito para-sanitario, dopo averne censurato i libri e proibito la promozione della sua attività come trattamento medico, la FDA (Food and Drug Administration) «portò Reich davanti a un tribunale, per la violazione di un’ingiunzione che proibiva il trasporto degli accumulatori di energia orgonica da uno Stato all’altro. E Wilhelm Reich fu condannato»[8]. Trascorsi alcuni mesi in carcere, il 3 novembre 1957 – pochi giorni prima della sua liberazione condizionale– venne colto da attacco cardiaco: il figlio Peter, che era stato testimone privilegiato delle ricerche del padre, aveva allora 13 anni.

2.

Nel 2005, in occasione del trentennale di Horses, dopo aver ricordato che Birdland fu ispirata da A Book of Dreams di Peter Reich[9], Patti Smith così precisava: 

There’s a section in it where Peter describes a birthday party not long after his father died. He wandered outside and became convinced his father was coming down to get him and take him off in a spaceship. This story haunted me, and when we recorded Birdland, which was totally improvised, that’s where the track went to.

Qualche anno prima, nella sua raccolta Complete: Lyrics, Reflections, and Notes for the Future (1998), la “festa di compleanno” citata sopra era invece una “riunione di famiglia”; inoltre la cantante aggiungeva altri dettagli: 

Birdland was inspired by a passage from Peter Reich’s Book of Dreams. His father Wilhelm Reich had died, and during a family gathering, he thought he saw the lights of a spaceship while the song ‘Party Doll’ was blaring. He believed his father to be at the helm. But despite his desperate cries, the light vanished into the night sky as Peter lay on the grass, weeping beneath the stars.[10]

In un’intervista data alla rivista «Crawdaddy» in occasione dell’uscita di Horses Smith dichiarava invece questo:

I got the idea for Birdland when I read this book by Peter Reich called Book of Dreams…there’s a passage in it about when he was little and his father died. He kept going out into the fields hoping his father would pick him up in a spaceship, or a UFO. He saw all these UFOs coming at him and inside one was his father, glowing and shining. Then the air force planes came in and chased the UFOs away and he was left there crying: No! Daddy! Come back! It really moved me. 

Ora, il fatto che il brano sia il frutto di un’improvvisazione si accorda con la circostanza per cui il memoriale di Peter Reich abbia rappresentato solo lo spunto iniziale per una canzone che, come specificato da Claudia Bonadonna, può ben essere definita «un pindarico volo di fantasia»[11]. Non stupisce allora che l’episodio da cui si è originato il testo di Birdland sia in realtà abbastanza diverso da come lo ricorda Patti Smith. 

Siamo nel capitolo 3 di Un libro dei sogni: Peter, affranto per la perdita del padre, era all’epoca convinto che un UFO sarebbe venuto a prenderlo e che dentro ci avrebbe trovato suo padre, «di nuovo felice e sorridente»; e in attesa di questo evento, racconta che talvolta si metteva davanti alla macchina da scrivere e riceveva «messaggi confusi da papà»( P. Reich, Un Libro dei Sogni cit., pp. 103 e 105. Wilhelm Reich aveva iniziato ad interessarsi ai dischi volanti nell’autunno del ’53, e già l’anno seguente aveva sostenuto di essere stato testimone di veri e propri avvistamenti. Come ricorda Andrea Pitto, «Reich a poco a poco si convince dell’esistenza di questi velivoli interspaziali guidati da creature extraterrestri. Inizialmente pensa che non rappresentino alcun pericolo per la Terra e che, con l’ausilio del cloudbuster, sia possibile mettersi in contatto con loro. Tuttavia crede anche che siano responsabili di alcuni piccoli fatti spiacevoli accaduti ad Orgonon, come il ferimento del suo amato pastore tedesco. […] Col passare dei mesi le sue teorie […] diventano, però, sempre meno benevole, finché si convince che sta avvicinandosi il tempo di una vera e propria invasione aliena. Pensa quindi che la tecnologia cloudbusting possa essere di grande aiuto per allontanare quella grave minaccia.» (A. Pitto, Jung e Reich cit., p. 479). In particolare, «Nel libro Contact with Space (Contatto con lo spazio) Reich descrive una vera e propria battaglia che si svolge il 10 ottobre 1954 ad Orgonon tra UFO e i suoi cannoni spaziali. […] Nel resoconto, scritto da lui stesso, viene detto che quello fu il primo scontro tra umani ed esseri alieni. Questi ormai avevano assunto le caratteristiche di veri e propri invasori che attaccavano la terra desertificandone la superficie e provocando disastrose siccità. L’episodio bellico si concluderà con l’allontanamento degli alieni, ma nei giorni successivi Reich dirà di sentirsi costantemente osservato, come se i nemici spaziali stessero progettando un nuovo attacco e attendessero il momento più favorevole» (Ibidem, p. 481).)). L’incontro tanto atteso sembrò realizzarsi non in occasione di un compleanno o di un raduno famigliare bensì la notte in cui due suoi compagni di scuola organizzarono uno scherzo al sorvegliante del loro dormitorio. Fu alla fine dello scherzo, mentre il sorvegliante si stava vendicando di uno dei compagni di Peter, che quest’ultimo vide «tre sfere rosse e verdi [che] volavano in formazione serrata nel cielo sul campo di lacrosse, lampeggiando, brillando e facendo segnali»[12]. Dopo essere corso nella sua stanza per vestirsi, Peter esce fuori dalla finestra e si sforza di trasmettere agli UFO il suo pensiero, ovvero che lui era lì per aspettarli e che desiderava ricongiungersi col padre; ma l’arrivo di alcuni caccia impedì ai dischi volanti di avvicinarsi facendoli anzi allontanare.

Che cosa resta di questo racconto in Birdland? Riportiamo qui sotto il testo del brano e la sua traduzione italiana[13].


His father died and left him a little farm in New England 
All the long black funeral cars left the scene 
And the boy was just standing there alone 
Looking at the shiny red tractor 
Him and his daddy used to sit inside 
And circle the blue fields and grease the night 
It was if someone had spread butter on all the fine points of the stars 
‘Cause when he looked up they started to slip 
Then he put his head in the crux of his arms 
And he started to drift, drift to the belly of a ship 
Let the ship slide open, and he went inside of it 
And saw his daddy ‘hind the control board streamin’ beads of light 
He saw his daddy ‘hind the control board 
And he was very different tonight 
‘Cause he was not human, he was not human

And then the little boy’s face lit up with such naked joy 
That the sun burned around his lids and his eyes were like two suns 
White lids, white opals, seeing everything just a little bit too clearly 
And he looked around and there was no black ship in sight 
No black funeral cars, nothing except for him the raven 
And fell on his knees and looked up and cried out 
“No, daddy, don’t leave me here alone 
Take me up, daddy, to the belly of your ship 
Let the ship slide open and I’ll go inside of it 
Where you’re not human, you are not human”

But nobody heard the boy’s cry of alarm 
Nobody there ‘cept for the birds around the New England farm 
And they gathered in all directions, like roses they scattered 
And they were like compass grass coming together 
Into the head of a shaman bouquet 
Slit in his nose and all the others went shooting 
And he saw the lights of traffic beckoning like the hands of Blake 
Grabbing at his cheeks, taking out his neck 
All his limbs, everything was twisted and he said 
“I won’t give up, won’t give up, don’t let me give up 
I won’t give up, come here, let me go up fast 
Take me up quick, take me up, up to the belly of a ship 
And the ship slides open and I go inside of it where I am not human”

“I am helium raven and this movie is mine” 
So he cried out as he stretched the sky 
Pushing it all out like latex cartoon, am I all alone in this generation? 
We’ll just be dreaming of animation night and day 
And won’t let up, won’t let up and I see them coming in 
Oh, I couldn’t hear them before, but I hear ‘em now 
It’s a radar scope in all silver and all platinum lights 
Moving in like black ships, they were moving in, streams of them 
And he put up his hands and he said “It’s me, it’s me 
I’ll give you my eyes, take me up, oh now please take me up 
I’m helium raven waitin’ for you, please take me up 
Don’t let me here! 
The son, the sign, the cross 
Like the shape of a tortured woman 
The true shape of a tortured woman 
The mother standing in the doorway letting her sons 
No longer presidents but prophets 
They’re all dreaming they’re gonna bear the prophet 
He’s gonna run through the fields dreaming in animation 
It’s all gonna split his skull 
It’s gonna come out like a black bouquet shining 
Like a fist that’s gonna shoot them up 
Like light, like Mohammed Boxer 
Take them up up up up up up 
“Oh, let’s go up, up, take me up, I’ll go up 
I’m going up, I’m going up 
Take me up, I’m going up, I’ll go up there 
Go up go up go up go up up up up up up up 
Up, up to the belly of a ship 
Let the ship slide open and we’ll go inside of it 
Where we are not human, we’re not human”

Well, there was sand, there were tiles 
The sun had melted the sand and it coagulated 
Like a river of glass 
When it hardened he looked at the surface 
He saw his face 
And where there were eyes were just two white opals 
Two white opals 
Where there were eyes there were just two white opals 
And he looked up and the rays shot 
And he saw raven comin’ in 
And he crawled on his back and he went up 
Up up up up up up 
Sha da do wop, da shaman do way 
Sha da do wop, da shaman do way 
Sha da do wop, da shaman do way 
Sha da do wop, da shaman do way 
Sha da do wop, da shaman do way 
We like Birdland
Suo padre è morto e gli ha lasciato una piccola fattoria nel New England
Tutte le lunghe auto funebri nere abbandonarono la scena ​​
E il ragazzo stava lì da solo
A guardare il trattore rosso brillante
In cui lui e il suo papà solevano sedersi all’interno
E cerchiare i campi blu e ungere la notte
Era come se qualcuno avesse spalmato burro su tutte le punte sottili delle stelle
Perché quando alzò gli occhi hanno cominciato a scivolare.
Poi ha messo la testa sulle sue braccia incrociate
E ha iniziato ad andare alla deriva, alla deriva nella pancia di una astronave
Lasciò che la astronave si spalancasse e ci entrò
E vide il suo papà dietro al pannello di controllo che emanava perle di luce,
Vide il suo papà dietro al pannello di controllo
E quella notte era molto diverso
Perché non era umano, non era umano

E poi il volto del ragazzino si illuminò di una tale semplice gioia
Che il sole bruciava intorno alle sue palpebre e i suoi occhi erano come due soli
Palpebre bianche, opali bianchi, che vedevano tutto appena un po’ troppo chiaramente
E si guardò intorno e non c’era nessuna astronave nera in vista
Nessun carro funebre nero, nulla eccetto lui il corvo
E cadde in ginocchio e guardò su e gridò
“No, papà, non lasciarmi qui da solo
Prendimi a bordo, papà, nella pancia della tua astronave,
Lascia che l’astronave si spalanchi e io ci entrerò
Dove tu non sei umano, tu non sei umano” 

Ma nessuno sentì il grido d’allarme del ragazzo
Nessuno tranne gli uccelli intorno alla fattoria del New England
E si riunirono in tutte le direzioni, come rose si sparpagliarono
Ed erano come piante erbacee che si ricongiungevano  
Sulla corona di un bouquet da sciamano
Gli sfrecciarono davanti al naso e tutti gli altri andarono a caccia
Ed egli vide le luci del semaforo che accennavano come le mani di Blake
Afferrandogli le sue guance, tirando fuori il suo collo
Tutte le sue membra, tutto era attorcigliato, e disse:
“Non voglio arrendermi, non voglio arrendermi, non lasciare che mi arrenda,
Io non voglio arrendermi, vieni qui, lasciami andare in fretta,
Prendimi velocemente, prendimi su, fino alla pancia di una astronave
E l’astronave si spalanca e io ci entro 
dove non sono umano”

“Sono helium il corvo e questo è il mio film”
Così urlò mentre allungava il cielo
Spingendo tutti fuori come un cartone animato in lattice, “sono tutto solo in questa generazione?”
Noi staremo solo sognando di animazione giorno e notte
E non si fermerà, non si fermerà e li vedrò arrivare
Oh, non riuscivo a sentirli prima, ma li ho sentiti ora
È uno schermo radar in tutte le sue luci d’argento e di platino
Che si muovono come astronavi nere, si stavano facendo avanti, fiumi di esse
Ed egli alzò le mani e disse: “Sono io, sono io,
Io ti darò i miei occhi, prendimi, oh adesso per favore prendimi
Io sono elio il corvo che ti aspetta, per favore prendimi
Non lasciarmi qui!”
Il figlio, il segno, la croce
Come la sembianza di una donna torturata
La sembianza reale di una donna torturata
La madre in piedi sulla porta lasciando che i suoi figli
Non siano più presidenti ma profeti
Stanno tutti sognando di covare il profeta
Egli correrà attraverso i campi sognando in animazione
Si spaccherà il cranio
Uscirà fuori come un mazzo di fiori nero brillante
Come un pugno che gli farà fare un balzo
Come luce, come il pugile Mohammed
Portali su, su, su
“Oh, andiamo su, su, prendimi, vado su,
vado, vado fino
Portami su, sto salendo, andrò lassù
salire salire salire salire verso l’alto, fino al ventre di una astronave
Lascia che l’astronave si spalanchi e ci andremo dentro
Dove non siamo umani, non siamo umani”

Dove c’era sabbia, c’erano mattonelle
Il sole aveva sciolto la sabbia e si era coagulato
Come un fiume di vetro
Quando fu indurito egli guardò la superficie
Vide il suo volto
E dove c’erano occhi c’erano solo due opali bianchi,
Due opali bianchi,
Dove c’erano occhi c’erano solo due opali bianchi
E guardò su e i raggi colpirono
E vide il corvo arrivare
E strisciò sulla sua schiena e salì
Su su su su su su
Sha da do wop, da shaman do way 
Sha da do wop, da shaman do way 
Sha da do wop, da shaman do way 
Sha da do wop, da shaman do way 
Sha da do wop, da shaman do way 
A noi piace il Birdland
 


Come si vede al centro del testo rimangono la visione del padre su un’astronave e l’accorato desiderio del figlio di salire a bordo. Tuttavia la narrazione di Peter Reich viene rielaborata liberamente: oltre al fatto che il tutto è ambientato non nel cortile della scuola frequentata da Peter bensì a Orgonon, Patti Smith vi aggiunge una serie di elementi non presenti in A Book of Dreams (come i riferimenti a William Blake, Muhammad Ali e all’animazione e ai fumetti, o l’identificazione di Peter con un corvo). Inoltre gli ultimi versi del brano sono una ripresa di We like Birdland del pianista Huey Smith (accreditato infatti nelle note dell’album come ispiratore di Birdland insieme a Peter Reich), canzone del 1958 che celebra il famoso jazz club newyorkese[14].

Lungo il brano compaiono comunque alcuni dettagli che rimandano senz’altro al memoriale di Peter Reich:
-il trattore citato nei primi versi, sul quale il padre e il figlio erano soliti sedersi insieme, richiama il trattore del manutentore di Orgonon, Tom, a cui si fa più volte riferimento in A Book of Dreams;
-il verso «No, daddy, don’t leave me here alone» rievoca un pensiero di Peter (espresso in una conversazione con il suo migliore amico): ««and Daddy won’t leave me alone here because he loves me»[15];
-la frase «I won’t give up» è una citazione di una rivelazione che il padre fa a Peter: «Peter, they are going to have to come and take me in chains. I won’t give up»[16].

Complessivamente il testo di Patti Smith risulta molto ispirato e, accordandosi alla musica creata dalla sua band, semplice ma intensa, riesce a rendere l’anelito di ricongiungimento col padre descritto da Peter Reich. Particolarmente efficace per puntellare la tensione crescente del brano è la ripetizione della stessa frase alla fine di ogni strofa, ogni volta con un cambio di persona: «He was not human», «You are not human», «I am not human», «We’re not human». Questa sorta di ritornello rimanda sia alla convinzione che Wilhelm Reich trasmetteva al figlio a proposito del fatto che loro erano dei pionieri e che la maggior parte dell’umanità era rimasta al di qua di quelle verità rivelate dalle sue scoperte; sia alla sensazione di sentirsi molto diversa dagli altri, una specie di aliena, che Patti Smith ha dichiarato di aver provato costantemente durante la sua infanzia, sottolineando che proprio per questo Birdland è un brano che parla anche di sé stessa: 

That’s really talking about myself. From very early on in my childhood – four, five years old – I felt alien to the human race. I felt very comfortable with thinking I was from another planet, because I felt disconnected – I was very tall and skinny, and I didn’t look like anybody else, I didn’t even look like any member of my family.

A chiudere il cerchio, si aggiunga l’interesse della cantante da ragazzina per i libri e i le riviste di ufologia del padre[17]: un altro aggancio che l’ha evidentemente attratta verso la storia di Wilhelm e Peter Reich[18].

3

Da quanto dichiarato da Kate Bush, l’incontro con il libro di Peter Reich avvenne nel 1976, quando lo avvistò casualmente sugli scaffali di una libreria (forse la storica Watkins di Londra, specializzata in letteratura esoterica[19]). Riletto alcuni anni dopo, decise di trasformarlo in una canzone e si mise in contatto con l’autore (ringraziato nelle note di copertina), con il quale ebbe un affettuoso scambio epistolare. 
Ciò che colpì Kate Bush, e che cercò di riportare nel testo del suo brano, fu soprattutto 

il dolore che il piccolo ha provato nel dover stare senza suo padre e nel dover improvvisamente far fronte alla solitudine. Sono i magici momenti di un rapporto visti attraverso gli occhi di un bambino, ma raccontati con la tristezza dell’adulto[20]

In effetti nella canzone si allude esplicitamente al ricordo malinconico dell’infanzia di Peter a Orgonon, così come alla persecuzione che il padre dovette subire da parte degli «uomini di potere», ovvero l’FBI e l’FDA. Proprio tale persecuzione è al centro del video del brano, in cui alcuni uomini in completo nero si presentano a casa di William Reich e, dopo aver messo sottosopra il suo studio, lo portano via in auto. 

Si consideri il testo di Cloudbusting e la sua traduzione italiana[21]:


I still dream of Orgonon. 
I wake up crying. 
You’re making rain 
And you’re just in reach 
When you and sleep escape me

You’re like my yo-yo 
That glowed in the dark
What made it special 
Made it dangerous
So I bury it and forget. 

But everytime it rains, 
You’re here in my head 
Like the sun coming out – 
Ooh I just know that something good
Is going to happen 
I don’t know when 
But just saying it could even make it happen. 

On top of the world, 
Looking over the edge 
You could see them coming 
You looked too small 
In their big black car 
To be a threat to the men in power. 

I hid my yo-yo in the garden 
I can’t hide you from the government 
Oh God, Daddy – I won’t forget 

‘Cause everytime it rains, 
You’re here in my head
Like the sun coming out – 
Ooh I just know that something good 
Is going to happen 
I don’t know when 
But just saying it could even make it happen. 
 
Everytime it rains, 
You’re here in my head
Like the sun coming out – 
Like your son’s coming out
Ooh I just know that something good 
Is going to happen 
I don’t know when 
But just saying it could even make it happen.


Ooh just saying it could even make it happen
I’m cloudbusting Daddy
Your son’s coming out
Your son’s coming out
Io sogno ancora di Orgonon, 
e mi sveglio piangendo:
tu stai facendo la pioggia,
e sei solo a un passo,
quando tu e il sonno scomparite.
 
Sei come il mio yo-yo
che brillava nel buio:
ciò che lo rendeva speciale
lo rendeva pericoloso
così l’ho sepolto e l’ho dimenticato.
Ma ogni volta che piove,
tu sei qui nella mia mente,
come il sole che sorge.
Uh, io semplicemente so che qualcosa di buono sta per succedere
Non so quando
ma il solo dirlo potrebbe anche farlo accadere.
 
Dalla cima del mondo,
guardando oltre il margine,
potevi vederli arrivare.
Sembravi troppo piccolo
nella loro grande auto nera
per rappresentare una minaccia per gli uomini di potere.
 
Ho nascosto il mio yo-yo nel giardino.
Non ho potuto nascondere te dal governo.
Oh, Dio, papà ­- Non dimenticherò
 
Perché ogni volta che piove,
tu sei qui nella mia mente,
come il sole che sorge.
Uh, io semplicemente so che qualcosa di buono sta per succedere
Non so quando
ma il solo dirlo potrebbe anche farlo accadere.
 
Ogni volta che piove,
tu sei qui nella mia mente,
come il sole che sorge,
come tuo figlio che sta venendo fuori.
Uh, io semplicemente so che qualcosa di buono sta per succedere
Non so quando
ma il solo dirlo potrebbe anche farlo accadere.

Uh, il solo dirlo potrebbe anche farlo accadere 
Sto usando il cloudbuster, papà
Il sole sta sorgendo
tuo figlio sta venendo fuori.

Rispetto a Birdland, il brano di Kate Bush è decisamente più aderente al memoriale di Peter Reich, e quasi ogni verso trova corrispondenza in A Book of Dreams. In particolare: 
-i versi iniziali («I still dream of Orgonon / I wake up crying») rendono bene sia l’immagine che Peter Reich ha della sua infanzia, la quale a posteriori gli appare come un sogno, sia l’affetto non privo di mestizia che lo legava al padre[22].
-la seconda strofa sintetizza quanto Peter Reich racconta nel cap. I del suo libro, ovvero che il padre l’aveva costretto a sbarazzarsi, sotterrandolo, di uno yo-yo a causa del suo colore fluorescente: secondo Wilhelm Reich, infatti, gli oggetti fluorescenti erano portatori di un’energia negativa (da lui chiamata DOR: Deadly Orgone) che avrebbe potuto contrastare quella orgonica e provocare sofferenza nelle persone. In particolare quando Kate Bush parla di uno yo-yo «that glowed in the dark» utilizza le stesse parole di Peter Reich[23]; e «dangerous» è l’aggettivo che il padre Wilhelm utilizza per definire la pericolosità di questo giocattolo[24].
-la terza strofa condensa l’episodio di A Book of Dreams (cap. II) nel quale viene raccontato l’arrivo di alcuni agenti dell’FDA a casa Reich: è Peter stesso ad avvistarli dall’alto dell’osservatorio, allorché individua con il binocolo «una scintillante auto nera che procedeva tranquillamente, con uno stemma del governo sulla fiancata»[25]. In particolare i versi «On top of the world / Looking over the edge» sembrerebbero presi dal seguente passaggio in cui Peter rievoca il padre dopo la sua morte: «He was so sad at the end, when he walked and talked together. He was like a man who was standing on top of the worldlooking over into a new world. […] He had lifted himself so he was looking over the horizon to a new world, a free and happy world. He stood there on the edge of the universe looking into the future»[26].

Inserita nella prima facciata del bellissimo Houds of Love, su cui sono raccolte canzoni che descrivono vari tipi di amore[27]Cloudbusting rievoca la sofferenza del Peter Reich tredicenne che è stato privato di un padre dalla personalità straripante e vicino a cui ha vissuto un’infanzia fuori dell’ordinario. E non a caso questa relazione speciale e indimenticabile ha attratto una musicista come Kate Bush, per la quale gli affetti famigliari hanno sempre avuto un ruolo molto importante e che è stata introdotta alla musica proprio dal padre[28]. Forse allora, come Birdland per Patti Smith, anche Cloubusting nasconde un nucleo parzialmente autobiografico e che, se pensiamo allo struggimento con cui tutti ricordiamo momenti della nostra fanciullezza, assume connotati universali: d’altra parte dobbiamo tutti fare i conti con il divenire adulti, e ognuno di noi, in qualche modo, ha dovuto sotterrare il proprio yo-yo fluorescente.

NOTE

NOTE
1 Il secondo lato del singolo era occupato dall’inedito Burning Bridge.
2 Peter Reich, Un Libro dei Sogni, traduzione di Alice Gerratana, Roma, Tre Editori, 2014.
3 A un certo punto del video dalla tasca di Sutherland emerge proprio il libro di Peter Reich; a impersonare quest’ultimo, secondo una tendenza presente sin dall’inizio della sua carriera –tale per cui, nei suoi video e nelle sue esibizioni, la cantante inglese interpreta non sé stessa quanto invece i personaggi delle sue canzoni– è la stessa Kate Bush. Un fotogramma tratto dalla scena finale del video-clip, in cui si vede Kate Bush/Peter Reich manovrare il cloudbuster del padre figurava sulla copertina del singolo.
4 Secondo lo psicologo reichiano Luigi De Marchi (1927-2010) è tuttavia probabile «che la morte sia sopravvenuta per un’intossicazione da farmaci dal momento che s’era sottoposto a sperimentazione in cambio di uno sconto di pena» (Andrea Pitto, Jung e Reich: Freud e i suoi discepoli: eresia, misticismo, energia, nazismo, Milano-Udine, Mimesis, 2014, p. 386. Il riferimento è a Luigi De Marchi, Vincenzo Valenzi, Wilhelm Reich: una formidabile avventura scientifica e umana, Diegaro di Cesena, Macro, 2007).
5 Per Reich la corazza «impedisce di avere rapporto diretto col nucleo pulsionale naturale che subisce una tragica distorsione: gli impulsi d’amore, quelli di cooperazione e aggressività fisiologica, divengono odio, egoismo protratto, violenza distruttiva. L’autenticità viene meno in favore della maschera sociale meglio adeguata agli interessi del momento […] e l’individuo è invaso dall’inganno, dall’ostentazione e da falso orgoglio» (A. Pitto, Jung e Reich cit., pp. 351-352).
6 Nonostante l’entusiasmo di Reich nei confronti delle opere di Marx e il suo tentativo di operare una fusione tra psicanalisi e marxismo (che si concretizzò anche nell’organizzazione, sia a Vienna che a Berlino, di ambulatori popolari), il partito comunista «ravvisava invece nelle posizioni di Reich una matrice “piccolo borghese”, che non dava alcun contributo alla causa del socialismo». Infatti «per l’intellighenzia stalinista occuparsi della vita privata dei singoli comportava un allontanamento dalla prassi rivoluzionaria» perché significava lasciare intatta «la sostanza dei problemi che, appunto, erano fondati sul terreno economico e solo su questo andavano affrontati» (A. Pitto, Jung e Reich cit., p. 550).
7 Gli esperimenti di Reich in questo senso furono «volti specialmente a ridurre il flagello della siccità che in alcune zone degli Stati Uniti spesso provocava danni irreversibili all’agricoltura […]. Una spedizione nel deserto dell’Arizona, promossa dallo stesso Reich nel 1955, pare abbia dato esiti confortevoli, se non addirittura stupefacenti» (A. Pitto, Jung e Reich cit., p. 466).
8  P. Reich, Un Libro dei Sogni cit., p. 13.
9 Da notare che la copertina di A Book of Dreams compare nel collage di immagini –per lo più ritagli di foto di Patti Smith e dei musicisti della sua band– che si trova all’interno di Horses.
10 Questo passaggio si può leggere in italiano in Patti Smith Complete: canzoni, riflessioni, diari, Milano, Sperling & Kupfer, 2000, p. 12
11 Claudia Bonadonna, Patti Smith: Because the night: testi commentati, Roma, Arcana, 2011, p. 41.
12 P. Reich, Un Libro dei Sogni cit., p. 109.
13 La traduzione si basa su quella disponibile in questo sito, rispetto alla quale sono state introdotte alcune modifiche.
14 A tale proposito si noti che durante il già ricordato racconto dello scherzo organizzato dai compagni di scuola di Peter Reich al sorvegliante del loro dormitorio (e che consisteva nell’aver collegato i fili della radio alla serratura della porta in modo tale che quando quest’ultima veniva chiusa la radio si accendeva, per spegnersi invece quando la porta veniva aperta), la radio trasmette un’altra canzone rock’n’roll del periodo: Party Doll di Buddy Knox del 1958. Anche altre due canzoni di Horses prevedono il riutilizzo di brani rock’n’roll: Gloria recupera il ritornello dell’omonima canzone dei Them (1964), mentre Land cita Land of a Thousand Dances di Chris Kenner (1962).
15 «Ma lui non mi abbandonerebbe mai qui da solo perché mi vuole bene» (P. Reich, Un Libro dei Sogni cit., p. 103).
16 «Peter, dovranno venire a portarmi via in cantene. Io non mi arrenderò» (P. Reich, Un Libro dei Sogni cit., p. 87).
17 Dave Thompson, Patti Smith: danzando a piedi nudi, Bologna, Odoya, 2013, p. 21.
18 Come sottolinea anche C. Bonadonna, Patti Smith, cit., p. 41. Secondo Philip Shaw (Patti Smith: Horses, Milano, No Reply, 2011, p. 128) Birdland  avrebbe a che fare anche con la «la relazione di Patti Smith con il proprio padre».
19 Si noti che uno dei due fratelli maggiori di Kate, John Carder (detto Jay), scrittore e fotografo (è l’autore della foto di Kate sulla copertina di Hounds of Love), era appassionato di misticismo e mitologia greca. In particolare, nei suoi scritti si focalizzava «spesso sull’erotismo e su una miscela esplosiva di poesia e sesso»; e «questa sua visione molto aperta e senza falsi pudori della sessualità è stata senz’altro trasmessa a Kate, che, già dalle prime canzoni, vi alludeva con suadente malizia» (Monica Tessarin, Kate Bush: i segugi dell’amore, Firenze, Atheneum, 2004, p. 16). Si può allora ipotizzare che dietro l’interesse di Kate per A Book of Dreams vi possa essere stata l’influenza del fratello.
20 M. Tessarin, Kate Bush cit., p. 109.
21 La traduzione si basa su quella presente in questo sito, rispetto alla quale sono state introdotte alcune modifiche.
22 Cfr. «I suoi occhi esprimevano un tale affetto nei miei confronti che mi faceva venire sempre voglia di piangere» (P. Reich, Un Libro dei Sogni cit., p. 62).
23 «one of these glow-in-the-dark yo-yos», «the bright green glow-in-the-dark yo-yo», «my green glow-in-the-dark yo-yo», « the glow-in-the-dark yo-yo» («uno fosforescente», «lo yoyo verde fosforescente», «lo yoyo», «il mio yoyo fosforescente»: P. Reich, Un Libro dei Sogni cit., pp. 25, 31, 31, 34).
24 Peter Reich racconta un altro episodio analogo nel capitolo finale di A Book of Dreams: il padre lo costrinse a liberarsi di un anello da cowboy fluorescente al quale era molto affezionato, causandogli una grande stizza («Non mi ci lasciò giocare neanche un pochino. Pensava solo alla sua energia»: P. Reich, Un Libro dei Sogni cit., p. 197). Anche in questo caso il padre dice al figlio che «The substance in that ring is dangerous» («In sostanza l’anello è pericoloso»: P. Reich, Un Libro dei Sogni cit., p. 197).
25 P. Reich, Un Libro dei Sogni cit., p. 59.
26 «Negli ultimi tempi era sempre triste quando passeggiavamo chiacchierando. Era come un uomo che dalla sommità del vecchio mondo ne guardava uno nuovo. […] Si era levato in alto per distinguere all’orizzonte un mondo nuovo, un mondo libero e felice. Stava lì sull’orlo dell’universo a osservare il futuro» (P. Reich, Un Libro dei Sogni cit., p. 104). Corsivi nostri. 
27 «quello conflittuale tra uomo e donna (Running up That Hill), quello inteso come sentimento astratto (Hounds of Love), l’amor proprio come dichiarazione di indipendenza (The Big Sky), l’amore della madre per il figlio (Mother Stands for Comfort) e infine l’amore e la devozione del figlio per il padre (Cloudbusting)» (M. Tessarin, Kate Bush cit., p. 108). Le canzoni del lato B dell’album, intitolato The Ninth Wave, raccontano invece un’oscura storia di annegamento e rinascita.
28 M. Tessarin, Kate Bush cit., pp. 15-16

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.